Nói János

Nói János

ElectronicExperimentalIndie
Lineup
Giacomo Adamo Ritucci – Guitar, Voice, Composer
Dan Dumbrava – Bass, Guitar
Jakob Simmerle – Synthesizer
Not a Number

Songtext

Hey, I’m not a number
though everyone thinks that
You, you’re not better than me,
though you’ll never admit that
What if you realised there’s no difference between us?
Would you still pretend not to see it?

Oh, I wish I could light up your mind
but you seem not to care at all
Was it already too late to restart?
Will you try once again?

How do you plan to use the profit?

Penso che mi piacerebbe investire nella realizzazione di lavori video per il progetto, che potrebbero essere usati come visuals per concerti e videoclip. Potrei altrimenti investire in registrazioni, mix e master professionali e nello sviluppo di un progetto accattivante soprattutto a livello di comunicazione. Lo scopo finale è sempre quello di rivolgersi, muniti di visione artistico-filosofica e di un website/portfolio artistico ben fatto, ad alcune etichette indipendenti che mi piacciono.

Description

János è un errore di traduzione, molto bello, del mio nome Giacomo in ungherese. In questa lingua il cognome viene prima del nome, allora ci siamo inventati Nói come cognome. Il progetto nasce dalla necessità di diventare altro, di creare altre identità sonore, visive e performative e di potersi connettere tra esseri umani nel live.
L’idea è di creare nuovi mondi leggeri, fluttuanti, prendendo ispirazione anche dal cinema, dove i suoni svolazzano nell’aria e la musica esiste per conto suo.

Tell us about the best concert you ever played!

Il migliore e l’unico per ora! Presso la Goethe Haus di Bolzano per accompagnare un workshop a luglio 2025, ed è stata un’esperienza molto intima. In particolare ricordo con affetto quando questo signore americano che stava ascoltando tutto il concerto seduto e ad occhi chiusi ci ha detto “That’s the winner!” dopo una delle nostre canzoni. Al che ho risposto che lo so, lo sapevo infatti, che era la migliore, e l’ho ringraziato.

To whom does your music speak?

Parla a chi è aperto. Aperto verso la possibilità di diventare altro nel suono, aperto ad abitare i limiti. Parla a chi dai limiti non è spaventato, ma attratto.

How do you envision your musical journey?

Un progetto aperto verso il propiziare incontri tra diverse forme d’arte, se mai ce ne siano, sognando di creare mondi visuali, sonori, performativi, e poetici. Sognando anche di nobilitare tanti esseri sonori che trascuriamo di continuo, dal frigorifero al parquet che scricchiola, ma senza dimenticare la passione per le chitarre e i sintetizzatori, le sonorità dell’indie rock. Vorrei lavorare ad un album e suonare live per l’Europa grazie ad un’etichetta indipendente che creda nell’arte.

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